Mindfulness

COS’E’ LA MINDFULNESS?

Guarda questo video  … una perfetta metafora della nostra vita con la mindfullness.

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…ecco, la Mindfulness è il mezzo con il quale ti colleghi a “TUTTO CIO’ CHE SEI”. (ONE-NESS)

Ascoltare il presente senza cercare nulla, senza giudicare, accettando ogni situazione, segnale, emozione, sensazione fisica… ed alla fine .. non sentire più nulla ed essere allo stesso tempo consapevoli di tutto.

Perdere la percezione del sentire, l’inesistenza del passato/futuro… nessuna preoccupazione.. nessun pensiero..

Il Punto Zero, l “essere e non essere” al tempo stesso, l’assenza della materia,LA QUIETE…

Minfulness significa anche entrare a conoscenza dell’ “unione” con tutto… con il “campo”… e scoprire che non v’è soluzione di continuità tra “ciò che sei” e “ciò che è” … concetti troppo astratti ed insignificanti per chi non ha mai provato gli effetti della meditazione.

PERCHE’ SI PRATICA LA MINDFULNESS?

Non la si fa per fatto religioso-spirituale, anzi, proprio praticando la Minfulness che lo si diventa.

Si fa per cercare la quiete, per allontanare pensieri ed emozioni tossiche-sabotanti, per rigenerare la mente ed il corpo…

..ma ci si accorge ben presto, fin dalle prime sedute che si trova molto di più.

Migliora la salute, si affievoliscono i dolori fisici, aumenta la capacità mnemonica, migliora l’autostima, si ripristina il ritmo sonno-veglia così quanto si normalizza la percezione della fame ed il meccanismo di ricerca del cibo (quello extra, ovviamente)

Ottimo sostegno anche per chi vive una forte situazione di disagio mentale ed anche per che sta combattendo una lotta contro una grave malattia.

Nella Mindifulness trovi “la risposta” a tutte le domande effettivamente poste (purche non inizino con “Perchè”).

Con la Mindfulness si rallentano le onde emesse dal cervello, si crea un’eutonia dei Sistemi Nervosi Autonomi (parasimpatico e ortosimpatico), i valori ormonali tendono alla normalizzazione, si allenta la forza frenante che la Mente Conscia esercita sulle attività esistenziali a carico della nostra mente inconscia.

Con la Mindfulness si crea un collegamento diretto tra “Universo” (o Matrice, Campo, Dio, Natura,..) e noi stessi, attraverso il quale giungono le risorse di cui abbiamo maggiormente bisogno.

COME SI FA LA MINDFULNESS?

Tanto facile a dirsi quanto difficile a farsi!

Trovare una posizione comoda, portare attenzione consapevole sul respiro  e sui tuoi eventi interni quali le sensazioni fisiche, o i pensieri, o le emozioni. Ascolta le situazioni esterne e poniti in atteggiamento passivo, non giudicante vivendo il momento al tempo presente. FINITO … per mezz’ora non devi fare altro.

Un noto medico Ayurveda, guru di molti vip Hollywoodiani nonchè maestro di fama mondiale (Deepak Chopra) disse:

Ai più, pare impossibile immaginare che è più facile costruire una navicella, farla partire con astronauti a bordo e farla atterrare sulla luna per poi farla rientrare RISPETTO al quietare la mente di un principiante praticante di meditazione.

In studio ti ci porto man mano, aiutandoti con visualizzazioni guidate e con l’assistenza del “bio-feed back” computerizzato che monitora la coerenza cardiaca (legata al rallentamento delle onde cerebrali)… a casa, posso solo dirti  “insisti e non demordere”: oggi su 30 minuti hai avuto 5 secondi di minfulness… domani ne avrai 8… poi 13… fino ad arrivare al minuto e più… ma sappi che anche quei 5 secondi, considerando che una mente inconscia senza ostacoli viaggia alla velocità di 40 milioni di bit al secondo (rispetto ai 4o bit al secondo della mente conscia), hai già ottenuto molto!

RESPIRAZIONE

1976993_198065587070149_647502714_nRespirazione? Ma è chiaro che respiriamo.. non vivremmo senza respirare!

Si, ma è come il cibo… c’è differenza tra mangiare e nutrirsi! La respirazione consapevole di per se è già una lauta fetta di trattamento. Portare attenzione al proprio respiro, saperlo “guidare” e lasciarsi cullare dal proprio respiro è una pratica quasi dimenticata; nei miei anni da “tecnico della postura” il diaframma bloccato e la cattiva respirazione era il “mal comune” (senza mezzo gaudio!). Lo stress, la mala-postura dei posti di lavoro, la sedentarietà e gli addomi prominenti di chi ha difficoltà digestive, rendono la respirazione difficoltosa e l’aria, entrando nel nostro copro, si fa spazio DOVE NE TROVA… di solito sempre nel terzo superiore dei polmoni. Questo implica l’azione della muscolatura accessoria della respirazione, gli scaleni in primis, che dovrebbero invece supportare la respirazione forzata nei momenti di vera necessità.

Non solo il meccanismo della respirazione è diventato troppo macchinoso, ma addirittura ci troviamo a sballare completamente con i ritmi della respirazione… che Naturalmente dovrebbero essere 4, tutti e quattro molto importanti:

  1. inspira
  2. trattieni
  3. espira
  4. rilassati

Nel “mal comune” della respirazione affannata, l’aria entra ma non ossigena abbastanza e soprattutto non depura il corpo a sufficienza.

La respirazione durante la Mindfulness è come un “rito” inscindibile dal trattamento, ricopre il ruolo di attrice protagonista!

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